Chiusura delle scuole, Azzolina attacca l’ordinanza: presa una decisione gravissima

Chiusura delle scuole
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Chiusura delle scuole, un tema molto caldo in questi ultimi mesi. Già in piena estate, quando la situazione pandemia sembrava essersi alleviata, si temeva una seconda ondata. Molti esperti avevano speso parole in tal senso. In autunno si pronosticava un nuovo aumento di positivi al covid-19. E così è stato. E proprio uno dei posti più a rischio per il nascere di nuovi focolai sembrava essere la scuola.

Un tema caldo appunto. Perché se da un lato può essere uno dei luoghi più a rischio, dall’altro l’educazione dei ragazzi è fondamentale per il futuro degli stessi. Tra i vari dibattiti, recentemente è intervenuta Lucia Azzolina. Il ministro dell’istruzione ha criticato in particolar modo un’ordinanza. Si tratta della decisione presa dalla Regione Puglia. Qui infatti è stato deciso di chiudere le scuole e proseguire la didattica solo a distanza.

Chiusura delle scuole, Azzolina attacca l’ordinanza: presa una decisione gravissima.

Questa decisione tuttavia non ha fatto piacere al Governo. E in particolar modo proprio al ministro Azzolina. Quest’ ultima tramite un post su Facebook ha espresso tutto il suo disappunto. Lucia Azzolina, parlando della decisione presa dal presidente Michele Emiliano, ha dichiarato:

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“La Regione Puglia ha sospeso le attività didattiche in presenza definendo impressionante’ il numero dei contagi. Eppure, secondo quanto ci ha comunicato, si tratta di 417 studenti risultati positivi (su una popolazione studentesca di 562 mila). La stessa Regione ha poi ammesso che il problema in realtà non è la diffusione del virus all’interno delle scuole ma l’organizzazione del lavoro della Sanità regionale.”

La ministra Azzolina ha poi definito la scuola non un problema, bensì “futuro e speranza”. Ha inoltre spiegato come la decisione presa non possa aiutare a risolvere il diffondersi del virus, anzi. La sua convinzione è che i ragazzi sono maggiormente tutelati proprio negli edifici scolastici. Qui infatti vengono applicate e rispettate tutte le norme in vigore per la prevenzione dal coronavirus. Non solo mascherine e distanza di sicurezza, ma anche protocolli di controllo e tracciamento. Lasciandoli a casa invece hanno più possibilità di uscire essendo meno controllati. In questo modo saranno di conseguenza anche più esposti al rischio contagio.

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Intanto si fa sempre più strada l’ipotesi “lockdown light“.

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