Questo ragazzo 14enne ha il cancro: per pagarsi le cure produce e vende bracciali

Pagarsi le cure
Storie di vita

Un giovane ragazzo, di appena 14 anni, costretto a pagarsi le cure per il cancro da solo.

Spesso ci lamentiamo del posto in cui viviamo, ma non sempre ci soffermiamo a pensare a realtà molto più difficili. Ad esempio, diamo per scontato che una persona malata riceva la cure necessarie. Indipendentemente dalla situazione economica della famiglia. Ma questo non accade in tutto il Mondo. Ci sono Paesi dove la Sanità è un lusso che solo i benestanti possono permettersi.

E’ il caso del Messico, dove si svolge la triste storia che vi racconteremo oggi. Il protagonista è Kevin Arturo, un adolescente di Culiacán. Un ragazzo normale come tanti altri, finché un giorno iniziò a sentire un forte dolore alla schiena. Inizialmente lui e la madre pensarono che non fosse niente di grave. Ma la situazione in poco tempo peggiorò. Finché un giorno Kevin non era più in grado di camminare: gli fu diagnosticato un tumore.

Questo ragazzo 14enne ha il cancro: per pagarsi le cure produce e vende bracciali.

La diagnosi è stato un colpo devastante per Kevin e la famiglia. Non solo la disperazione per la condizione di salute del ragazzo, ma anche la difficoltà economica a sostenere le cure. Il 14enne da allora è in ospedale. Ma la mamma, Ana Isabel Lizárraga, non è più in grado di coprire le spese e pensare al sostentamento della famiglia. Ana ha piano piano iniziato a perdere le speranze.

Ma il giovane Kevin non ha fatto altrettanto ed ha deciso di combattere. Non volendosi più sentire un peso per la famiglia, ha deciso di darsi da fare. Così dal suo letto di ospedale ha iniziato a creare fantastici braccialetti. Questi poi sono stati consegnati alla mamma che li ha venduti a giro.

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Il costo di ciascuno è di circa 2 euro (40 pesos). La storia è diventata virale facendo il giro del mondo. Il ragazzo ha ricevuto moltissimi aiuti, ma ci tiene a sottolineare di non volere la carità.

“Non chiedo soldi. Voglio solo che comprino uno o due bracciali . Ricevo donazioni di salviette, borse o pannolini e ringrazio tutti.”

Kevin si è inventato un lavoro. Questo gli permette di tenere occupata la testa nei lunghi giorni passati in una stanza di ospedale. Ma non solo: è riuscito ad essere di grande aiuto alla sua famiglia. Questo giovane merita la stima e l’ammirazione di tutti. E dovrebbe essere d’esempio insegnandoci che non dobbiamo mai mollare e smettere di lottare.

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