Una fuga nella notte: l’inizio di un nuovo destino

Una fuga nella notte
Emozioni

Una fuga nella notte: Due fuggitivi, un solo rifugio

La voce della donna era rotta dalla paura. Niccolò notò che stringeva una vecchia borsa come se contenesse tutto ciò che le restava al mondo. La bambina, dal viso arrossato e coperto di sudore, respirava con difficoltà. Teresa, con gli occhi lucidi, confessò di non avere abbastanza medicine e di non sapere cosa fare.

— Nadia ha la febbre da ieri… ho solo poche pastiglie, ma non bastano — sussurrò.

Niccolò, pur consapevole del rischio, si avvicinò.

— Datele mezza compressa ora. Domani… — esitò, consapevole del pericolo. — Domani vi porto in città.

Teresa lo guardò stupita. — Ma… non è sicuro per lei. Lei… è un evaso, vero?

Niccolò non rispose. Non ce n’era bisogno. Nello sguardo di lei non c’era giudizio, ma comprensione. Due vite diverse, due fughe diverse, ma la stessa paura negli occhi.

Quella notte, Niccolò dormì sul pavimento, ascoltando il respiro affannato della bambina e il pianto silenzioso della madre. Per la prima volta da giorni, sentì qualcosa che somigliava alla pace. Aveva un obiettivo diverso dalla fuga: salvare quella piccola vita.


Una fuga nella notte: La corsa verso la città e la verità nascosta

All’alba, la febbre di Nadia peggiorò. Teresa, disperata, mostrò a Niccolò i segni violacei sul suo collo: lividi, prove di una violenza taciuta. Niccolò sentì il sangue ribollire.

— Non possiamo aspettare — disse deciso. — Andiamo subito.

Senza pensarci due volte, prese Nadia tra le braccia. Nonostante il dolore ai piedi, camminò con determinazione. Teresa lo seguiva, stringendo la borsa e offrendo a Niccolò piccoli pezzi di pane, l’unico cibo che possedeva.

— Perché sei fuggito davvero? — chiese lei, mentre avanzavano lungo il sentiero che portava alla strada principale.

— Sono stato condannato per un crimine che non ho commesso — rispose lui a bassa voce. — Ma una videocamera nascosta può provare la mia innocenza.

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