Una Festa di Compleanno e la Fine di un Matrimonio.
«Voglio il divorzio! Non sei mia moglie, non sei niente!» gridò Andrea, convinto che quelle parole avrebbero annientato la donna che aveva di fronte.
Ma lei rimase calma, quasi sollevata. «Bene. Almeno non dovrò più continuare a mantenere te e tua madre.»
Sollevò il bicchiere con eleganza, lasciando che lo sguardo attraversasse la sala colma di invitati. «E ora, iniziamo con la verità.»
Un silenzio pesante calò sull’ambiente. Nessuno osava fiatare, come se quell’attimo fosse sospeso tra due mondi: la facciata perfetta di una famiglia rispettabile e la cruda realtà che stava emergendo davanti a tutti.
Era il compleanno di Stella, un traguardo importante: i suoi 38 anni. Un’età che per lei rappresentava una tappa cruciale, non solo personale, ma anche professionale. Quel giorno, oltre a festeggiare, aveva dovuto consegnare un rapporto aziendale, coordinare il catering della sua festa e, soprattutto, trovare la forza per resistere alle continue provocazioni di sua suocera, Teresa.
Una Festa di Compleanno: Una Suocera Implacabile
«Stella, perché corri in giro come una forsennata?» La voce aspra di Teresa risuonò dalla cucina.
«Hai controllato l’arrosto di manzo? Scommetto che l’hai già rovinato, come l’ultima volta. Quando imparerai a cucinare come si deve?»
Stella inspirò profondamente, cercando di mantenere la calma. «Teresa, l’arrosto è perfetto. Non l’ho nemmeno cucinato io, l’abbiamo ordinato al ristorante, te lo ricordi?»
«Un ristorante?» rise la donna, con il suo solito tono sprezzante. «Uno spreco di soldi. Ai miei tempi si cucinava tutto in casa, e nessuno si lamentava. Oggi invece non sapete fare nulla senza catering. Una vergogna.»
Stella decise di non rispondere. Discutere con Teresa era inutile, un logoramento costante. Sembrava che la donna fosse nata solo per criticarla, come se la sua missione fosse sottolineare ogni difetto, reale o immaginario.
Guardò l’orologio: erano le dieci del mattino. Gli invitati sarebbero arrivati solo nel pomeriggio, eppure la pressione la soffocava già. C’erano ancora mille cose da fare: controllare la lista degli ospiti, finire la presentazione per una riunione importante del giorno successivo e, magari, se il tempo lo avesse permesso, truccarsi almeno un po’.
Un Marito Sempre Assente
Andrea, suo marito, era dove lei immaginava: sdraiato sul divano, il telecomando in mano, a cambiare canale come se fosse un’occupazione di vitale importanza.
«Andrea, potresti darmi una mano?» chiese Stella, con una voce più flebile di quanto avrebbe voluto. «Tra poche ore arrivano gli ospiti.»
Lui sbuffò, senza nemmeno staccare lo sguardo dallo schermo. «Stella, lo sai che queste cose non fanno per me. Io sono un creativo, ho bisogno d’ispirazione, non di stare in cucina.»
Un creativo. Quella parola, un tempo affascinante, era ormai diventata amara. Da quando la sua start-up, che avrebbe dovuto rivoluzionare il mercato, era crollata rovinosamente, Andrea non aveva più un lavoro stabile. Passava le giornate tra videogiochi, televisione e critiche continue a ogni gesto di sua moglie.
Nel frattempo, era Stella a farsi carico di tutto: il mutuo dell’appartamento ereditato dalla nonna, le bollette, la spesa e persino il prestito dell’auto della sorella di Andrea. Una responsabilità enorme, che gravava tutta sulle sue spalle.
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