Il tradimento nel cuore della notte: Il cambio di programma all’alba
Alle cinque del mattino, la casa era avvolta in una penombra irreale. Sentivo Matteo muoversi al piano di sotto, intento a preparare il caffè con una finta premura che ora mi faceva ribrezzo. Uscii dalla camera portando con me il bagaglio a mano, ma non prima di aver effettuato uno scambio fondamentale.
Utilizzando guanti in lattice, avevo trasferito l’intero contenuto illegale piazzato da Silvia in una borsa ermetica, sostituendolo nella mia valigia con una cartella contenente la stampa dei bilanci falsificati e i mandati di bonifico estero verso conti offshore intestati a mio marito e a sua madre. Il pacco compromettente, invece, lo riposi con estrema cura nella valigetta professionale di Matteo, che si trovava nell’ingresso pronta per la sua giornata lavorativa.
Scesi le scale sfoggiando la mia migliore espressione rilassata: — Buongiorno, Matteo. Buongiorno, Silvia.
Mia suocera mi guardò con un sorriso tirato, cercando di mascherare l’ansia: — Cara, non vorrai fare tardi per l’imbarco? Il tuo volo parte presto.
— Non preoccupatevi, ho tutto sotto controllo — risposi sorseggiando il tè.
Alle 5:45 salutai entrambi e salii sul taxi che avevo prenotato. Come previsto, non appena la vettura si allontanò dal cancello della villa, Matteo effettuò la chiamata d’emergenza alle forze dell’ordine per effettuare la falsa soffiata anonima contro di me.
Il tradimento nel cuore della notte: Il blitz inaspettato alla villa
Ciò che Matteo e Silvia non potevano immaginare era che il Vicequestore Ferrari non stava aspettando il mio arrivo in aeroporto, ma si trovava già appostato a poche centinaia di metri dalla villa insieme a tre pattuglie della Squadra Mobile e agli ispettori della Guardia di Finanza.
Mentre il taxi faceva un semplice giro dell’isolato per riaccompagnare me e i legali sul posto, le auto della polizia azionarono le sirene e varcarono il cancello di casa. Matteo, ancora con il telefono in mano convinto di aver completato l’opera, aprì la porta convinto che si trattasse di una semplice verifica di routine.
— Signor Matteo Rossi? Signora Silvia Conti? — esclamò l’ufficiale mostrando il mandato di perquisizione e cattura emesso dalla Procura della Repubblica.
— C’è un errore! — urlò Silvia, perdendo immediatamente la solita boria. — Voi dovreste essere all’aeroporto! Mia nuora sta trasportando materiale illegale!
— La signora Beatrice è qui con noi — disse con calma il Vicequestore, lasciandomi passare accanto a lui insieme al mio avvocato.
Il crollo del castello di bugie
Il tradimento nel cuore della notte.
Il volto di mio marito divenne spaventosamente pallido quando mi vide varcare la soglia, del tutto libera e affiancata dai dirigenti delle forze dell’ordine.
— Beatrice… cosa sta succedendo? — balbettò Matteo con voce tremante.
— Succede che la vostra avidità vi ha accecato — risposi con tono glaciale.
Gli agenti procedettero immediatamente all’ispezione della villa e degli effetti personali presenti nell’ingresso. Quando aprirono la valigetta di Matteo, rinvennero proprio il pacco incriminato che Silvia aveva manomesso la notte precedente, unitamente a chiavette USB contenenti i registri contabili paralleli della catena alberghiera.
Silvia crollò su una sedia, scoppiando in lacrime isteriche e accusando il figlio nel disperato tentativo di salvarsi: — È stata tutta un’idea sua! È stato Matteo a voler prosciugare i conti e incastrare Beatrice! Io ho solo seguito le sue istruzioni!
— Mamma, taci! — le urlò contro Matteo, rosso dalla rabbia e dall’umiliazione.
Continua nella pagina successiva. Clicca QUI o qui sotto
