Il patrigno e la figliastra: Il trasferimento in campagna
Tre giorni dopo tutto era pronto.
– Anna, andiamo in campagna – disse Marco.
– In campagna? E perché mai?
– Il dottore ha detto che l’aria fresca ti farà bene.
– Quel dottore si chiama per caso Elisa? – ribatté lei, con sarcasmo.
Durante il viaggio, una vecchina che vendeva erbe li fermò. Guardò Marco negli occhi e disse con voce calma:
– La tua malattia non si cura con le erbe.
– Quale malattia? – ribatté lui, irritato.
– Codardia e avidità.
Marco sbuffò e ripartì. Ma fu proprio quella donna, rimasta senza casa, ad accettare di occuparsi di Anna. Si chiamava Rosa.
Così Marco lasciò la ragazza in campagna, senza voltarsi indietro. Anna rimase a guardare l’auto che scompariva nella polvere, mentre Rosa la accoglieva con un sorriso materno.
Il patrigno e la figliastra: Una nuova vita e la rinascita
In quella casa semplice, circondata dalla natura, iniziò per Anna una nuova fase. Rosa la curava con affetto, cucinava pane fresco e le insegnava a vivere con poco. Un giorno le mostrò una bambola che nascondeva del denaro:
– Con questi soldi potremo vivere a lungo – disse la donna.
Anna, inizialmente diffidente, iniziò a riprendersi. Ritrovò l’appetito, la forza e persino la voglia di sorridere. Cominciò a passeggiare fino al lago e scoprì una sensazione dimenticata: la speranza.
Nel villaggio conobbe anche Matteo, un giovane che portava latte fresco e la guardava con occhi sinceri. Con lui e con Rosa, Anna riscoprì la gioia della vita semplice.
Passarono due anni.
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