Il mistero dei fine settimana: la sconvolgente verità svelata alle quattro del mattino.
I fine settimana che non quadravano più
Mio figlio sedicenne passava ogni singolo fine settimana a dormire a casa del suo migliore amico… finché la madre di quest’ultimo non mi telefonò con la voce tremante per chiedermi: «Laura, quando torna finalmente a casa tuo figlio? È da settimane intere che passa tutti i fine settimana da voi!».
Rimasi pietrificata per qualche istante con il ricevitore in mano. «Daniela, di cosa stai parlando esattamente? Matteo è a casa tua da ieri pomeriggio!».
Dall’altro capo della linea si diffuse un silenzio pesante e carico di tensione.
«Laura, io non vedo tuo figlio da oltre due settimane buone».
Per poco non mi cadde di mano la tazza del caffè bollente che stavo sorseggiando in cucina.
«Ma come? Matteo mi ripete sempre che va da Lorenzo ogni santo venerdì!».
«E Lorenzo mi assicura con assoluta convinzione che sta dormendo stabilmente da Matteo!».
In quel preciso istante sentii il sangue gelarsi nelle vene. I nostri ragazzi erano inseparabili migliori amici fin dai tempi dell’asilo infantile. Avevano entrambi sedici anni, un’età complessa in cui i silenzi iniziano a fittamente intrecciarsi con i primi segreti. Da circa due mesi trascorrevano regolarmente ogni fine settimana fuori casa, tra cene, pigiama party e uscite concordate. O almeno, questo era ciò che io e Daniela avevamo sempre creduto ingenuamente.
Il mistero dei fine settimana: Le prime domande senza risposta e il panico
«Daniela, ricordi quand’è stata l’ultima volta che hai visto Matteo con i tuoi occhi?».
«Credo fermamente risalga ai primissimi giorni di agosto. E tu, invece, quando hai incrociato Lorenzo per l’ultima volta a casa nostra?».
«Più o meno nello stesso periodo».
Otto fine settimana interi.
Otto lunghi weekend in cui i nostri figli adolescenti avrebbero dovuto trovarsi al sicuro nelle nostre abitazioni o dai rispettivi amici. Invece, dove diavolo avevano dormito per tutto quel tempo? Quali segreti si celavano dietro quelle bugie così ben congegnate?
Presi subito il cellulare e composi il numero di Matteo.
La chiamata cadde immediatamente sulla segreteria telefonica. Riprovai una seconda volta, poi una terza. Niente da fare, irraggiungibile.
«Neanche Lorenzo risponde alle mie chiamate! Sono disperata!» esclamò Daniela dall’altro lato, ormai preda di un panico incontenibile.
Aprii con mani tremanti l’ultimo messaggio che Matteo mi aveva inviato la sera prima tramite l’applicazione di messaggistica:
«Mamma, io e Lorenzo abbiamo ordinato una pizza qui vicino. Non aspettarmi sveglia stasera. Ti voglio bene».
Digitai velocemente un nuovo messaggio: «Matteo, so perfettamente che non sei a casa di Lorenzo. Chiamami immediatamente, questa non è una richiesta».
Il messaggio risultò consegnato, ma la spunta rimase ostinatamente grigia. Non letto.
«Laura, e se fosse accaduto qualcosa di grave ai ragazzi? E se si fossero cacciati in qualche guaio pericoloso?».
«Non pronunciare nemmeno questa ipotesi, Daniela. Cerchiamo di mantenere la calma».
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